L’importanza di leggere libri brutti

Spesso in libreria mi viene chiesto di consigliare un bel libro da leggere.
E’ la parte del mio lavoro che più amo..e che più odio, perché mi costringe continuamente a chiedermi non solo il significato di bel libro, ma anche se tale significato sia condiviso da chi ho di fronte.


Raramente, il lettore* che richiede un bella lettura vuole veramente un libro che sia di alta qualità letteraria, quello che sta chiedendo in realtà, è un libro che soddisfi un bisogno, di cui naturalmente il libraio non è a conoscenza.
Perché non ci si può basare sulle linee guida della critica letteraria? Perché il lettore comune non le conosce.
Il lettore pensa in maniera soggettiva, per lui il libro “bello”, non esiste, esistono libri che sono adatti o meno a lui come persona, al particolare momento della sua vita e al particolare bisogno che vuole soddisfare con quella lettura.
In quest’ottica il libro “brutto” è semplicemente quello che è inadatto al lettore ed è anche quello a cui ogni tanto sarebbe utile avvicinarsi.
Infatti, anche se è giusto seguire noi stessi, il nostro istinto, il nostro “mood” a volte è utile andare controcorrente e scegliere un libro che potremmo considerare brutto perché fuori dalla nostra confort zone.
Sedimentarsi in una nicchia troppo stretta a lungo andare ci seppellisce intellettualmente e/o emotivamente.
Credo sia benefico anche, a piccole dosi, leggere libri oggettivamente brutti, perché si configura come una piccola trasgressione, che è psicologicamente utile per scaricare le tensioni negative, se non diventa la norma.
Tutti abbiamo fatto almeno una volta, un’abbuffata di cibo spazzatura per superare una delusione amorosa, tutti abbiamo almeno una volta annegato i dispiaceri nell’alcol, tutti ci siamo guardati un programma televisivo trash..innegabilmente, il brutto attira.
Ovviamente, se ogni volta che dobbiamo superare un piccolo problema cediamo a questi meccanismi di consolazione non solo non sono più utili, ma diventano dannosi.
La spazzatura, non deve mai superare nella quantità i prodotti di qualità, deve rimanere sempre presente, ma in piccole dosi, anche nell’editoria.
Il libro brutto diventa così utile meccanismo psicologico, ma anche discriminante per i veri libri di qualità.
A volte leggere un libro brutto, è quello che ci vuole per superare una giornata difficile, per scaricare le tensioni, ci rende più facile la quotidianità e ci da quella scossa emotiva che ci aiuta ad essere più efficienti e avere più energia e concentrazione per leggere poi, un buon libro…ma quale?

 

*Quando si parla di lettore,si considera il lettore comune, ovviamente non sono compresi i lettori che, lavorando in ambito editoriale o letterario ne hanno una buona conoscenza.

 

 

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