Leggerezza ironica nei ritagli di tempo

Quante volte abbiamo detto di non aver tempo per leggere? Quante volte sul treno o in coda alle poste, avremmo voluto avere con noi un libriccino comodo e leggero?
Un libro simpatico, perché la vita non è sempre rose e fiori e servono anche storie che ci strappino una risata o almeno un sorriso, se poi lo fanno con profondità è anche meglio..
Questi sono tre libriccini che ho adorato, ognuno in modo diverso, ognuno con un suo umorismo e una storia, o storie, particolari: Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo, Nudi e Crudi di Alan Bennett e Bob Dylan. Il fantasma dell’elettricità di Marco Rossari.

 

Nudi e crudi di Alan Bennett                                                                     
nudi e crudi

Trovarsi la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l’arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l’allibita vittima, un avvocato londinese agiato e pedante, ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula di candid camera. Travolti da una realtà truce e idiota, l’avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori colpi di scena turbinosi, mentre il lettore viene guidato verso un’esilarante catarsi di rara crudeltà.

 

Nudi e crudi di Alan Bennett è perfetto per chi ama l’umorismo inglese. Cinico, pungente e originale, offre un ritratto impietoso del matrimonio e della società.

 

Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo                                  

piccoloPossono esistere felicità trascurabili? Come chiamare quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio? Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d’abbigliamento. Quando all’improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato. Per farti scoprire, ad esempio, quant’è preziosa quella manciata di giorni d’agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. A metà strada tra “Mi ricordo” di Perec e le implacabili leggi di Murphy, Francesco Piccolo mette a nudo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un’ondata di divertimento, intelligenza e stupore. L’autore raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda il senso profondo della vita.

 

Questo libriccino è fatto esattamente di momenti: momenti leggeri, ordinari, piccoli, ma non per questo trascurabili.
Non è una storia, quanto un composto di pensieri brevi o più lunghi, raccontini o brevi frasi, a volte momenti così comuni da sembrare banali, ma che l’autore riesce a rendere straordinari.
Una lettura piacevolissima e divertente che può essere interrotta in qualsiasi momento e in qualsiasi momento ripresa. (Mi dicono in molti che Momenti di trascurabile Infelicità, sia ancora più bello)

Spesso lo capisco anche da lontano. Se è libero, metto il bagaglio in alto e prendo posto.
Deluso.
Perché mi piace tanto trovare qualcuno che si è seduto al mio posto, sperando che io non arrivi.
Lo so che ha guardato l’orologio un sacco di volte, lo so che ogni volta che si avvicinava qualcuno temeva che fosse colui che reclamava il suo posto; lo so che ogni volta ha tirato un sospiro pieno di speranza. E lo so che ora, un paio di minuti prima della partenza, crede di avercela fatta.
In quel momento, arrivo io.
Con il mio diritto inalienabile di farlo alzare. Io che fino a qualche anno fa temevo di trovare qualcuno seduto al mio posto perché mi vergognavo di farlo alzare, mi dispiaceva. Adesso, sono diventato stronzo e mi piace.
«Scusi, ma questo posto sarebbe occupato». E mostro il biglietto. Dico «sarebbe» per fornirgli la possibilità di sperare ancora un pochino che io dica: ma non fa niente.
E invece non mi muovo. E lui, umiliato, se ne va, scappa quasi, in cerca di un altro posto.

Bob Dylan. Il fantasma dell’elettricità di Marco Rossari

bob d“La discografia di Bob Dylan non esiste. Non c’è, non sussiste, non respira su questo pianeta. Agente, è inutile che lei vada a cercare l’elenco cronologico dei dischi pubblicati in vita – studio, live, antologie, omaggi, eccetera – su Wikipedia, perché quello è un elenco fantasma. Devo essere più chiaro? Non ha un senso, non ha un significato. Sì, certo. I dischi esistono, hanno una consistenza fisica, e sono apparsi in quell’ordine. Eppure sono fantasmi. Dylan non è un cantante, ma un flusso musicale, una tradizione che si protrae, un ininterrotto dialogo tra quello che è stato e quello che sarà nella musica americana. Sì, certo, ho bevuto molto e ora sto per dirle che Dylan esisteva ben prima che esistesse Dylan e lei, agente, non capirà. Ma non importa. Non capire a volte è importante, è l’inizio delle cose belle.”

 

Il fantasma dell’elettricità è un’autobiografia per interposto cantante, una lettera d’amore, un corpo a corpo romanzesco con un volto e una voce, che ci racconta moltissimo di Bob Dylan, ma anche del nostro rapporto con il mistero della musica.

Ho scoperto questo libro in occasione del Book Pride a Milano del marzo scorso.
Sono capitata all’incontro con l’autore per caso e sono rimasta coinvolta dal modo di parlare di Marco Rossari e dal suo senso dell’umorismo.
Il ritmo serrato, il monologo ubriaco eppure lucidissimo, la storia che si muove su più piani temporali, la storia di Bob Dylan che è in realtà la storia che Bob Dylan ha avuto nella storia di Marco Rossari, sono tutti elementi che rendono questo libro unico e originale, nonchè estremamente coinvolgente e divertente.
Adatto non solo agli amanti di Bob Dylan, Marco Rossari mi strappa sempre risate e riflessioni.
Per chi ama un certo umorismo colto, consiglio dello stesso autore, Le cento vite di Nemesio, candidato al premio Strega, una storia meravigliosa, anche se non breve…

 

Questi sono tre miei piccoli consigli…

Quali sono i vostri?

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