Fiori per Algernon. L’intelligenza e l’educazione che non siano temperate dall’affetto umano non valgono nulla.

Fiori per Algernon è un’opera di Daniel Keyes, che nasce originariamente in forma di racconto nel 1959, per poi essere successivamente ampliato in un romanzo uscito nel 1966, diventando un classico della letteratura inglese del XX secolo e della narrativa fantascientifica.
L’opera di Keyes ha vinto il premio Hugo sotto forma di racconto e il premio Nebula come romanzo.
Fiori per Algernon non è un romanzo di fantascienza nel senso comune del termine, non pensate a navicelle spaziali o robot, è un romanzo molto toccante che travalica il genere della fantascienza, ma che tratta temi ad essa cari come l’intelligenza, il superuomo, l’amore, la morte e il rapporto dell’uomo con la società.

Fiori per Algernon

Algernon è un topo, ma non è un topo qualunque. Con un’audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo IQ, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon che, fino all’età di trentadue anni, ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto… sveglio. Ma cosa succede quando quella stessa operazione viene effettuata su Charlie? Il diario di un uomo che “voleva soltanto essere come gli altri”.

 

“Tutta la vita o voluto essere inteligente e non stupido”.

Charlie Gordon è un uomo di poco più di trent’anni, affetto da ritardo mentale, che volendo diventare più intelligente, prende parte allo studio sperimentale del dottor Strauss e del dottor Nemur, che ha già avuto buoni esiti sul topolino Algernon, prima cavia di questo studio.
Il topolino Algernon, dopo la sperimentazione ha aumentato in modo considerevole il proprio quoziente intellettivo e Charlie è il primo essere umano su cui viene testata la cura e gli viene chiesto di tenere un diario per documentare l’esperienza.

Fiori per Algernon è quindi, il resoconto di Charlie dell’esperimento a cui prende parte.
La forma in cui viene raccontata la storia è peculiare perché i primi resoconti risalgono a prima che la cura avesse effetto e sono scritti in maniera sgrammaticata, il linguaggio è semplice, sono presenti tantissimi errori di ortografia e sintassi ed è molto evidente il ritardo mentale di Charlie, così come la sua bontà e la sua ingenuità sul mondo che lo circonda.

1° RAPORTO SUI PROGRESI – 3 MARZIO
Il dotor Strauss dicie che doverei skrivvere quello che penso e riccordo e tutto quello che mi sucederà dora inavanti. Non lo so il perché ma lui dicie che importante perché così vederanno se potrò servire a cualcosa. Spero di sì perché Miss Kinnian dicie che forse riusiranno a farmi diventare inteligiente. Vollio esere inteligiente. Michiamo Charlie Gordon e lavvoro nela paneteria di Donner indove che il signor Donner mi dà 11 dollari a la setimana e pane o torta se volio. Ho 32 anni e il mese prosimo sarà il mio conpleanno. O detto al dotor Strauss e al porfesor Nemur che non so skrivvere bene ma non a importanza dicono loro doverei soltanto skrivvere come che parlo e come skrivvo comprosizzione al centro scollastico per addulti ritardatati, ne la clase de la Miss Kinnian, dove che vado tre volta a la setimana ne le mie ore libbere. Il dotor Strauss dicie di skrivvere tanto di tuto quelo che penso e di tuto quelo che mi suciede ma a me non mi ci viene in mente altro perché non ci ho gnente da skrivvere e così perogi chiudo… il vostro a fezionato Charlie Gordon.

Man mano che la cura “attecchisce” i resoconti di Charlie diventano sempre più chiari ed eloquenti, mostrando chiaramente l’efficacia del trattamento.
Con l’aumentare del suo quoziente intellettivo, aumenta anche la comprensione del mondo di Charlie, ma l’intelligenza non lo porta alla felicità, quanto alla crescente solitudine e alienazione.
Se prima, quando era stupido, era tutto sommato felice nella sua ingenuità e inconsapevolezza, con l’aumentare del IQ, comprende cosa pensavano veramente di lui gli amici e colleghi, si rende conto delle prese in giro e dei ripetuti episodi di bullismo e violenza di cui era vittima inconsapevole.

Charlie capisce che le relazioni d’amicizia che aveva, non erano reali e quindi se ne

Test_di_Rorschach_tavola_I

A deto che cosa ti ricorda o ti sembra che è? O kiuso li ochi per molto tempo per pensare e poi o deto mi sembra una bottilia dinkiostro rovessiata suna skeda bianka

separa, ma non è in grado di costruire nuovi rapporti perché lo sviluppo intellettivo non è stato seguito da un aumento delle capacità sociali e relazionali.
Il suo sviluppo intellettuale è prodigioso, ma Charlie per il resto è come un bambino.
Si innamora della sua insegnante, Alice Kinnian , che a sua volta lo ricambia, ma ben presto diventa evidente che l’intelligenza di Charlie è un ostacolo tra loro.
Se prima Charlie non riusciva a capire Robinson Crusoe, in poco tempo legge senza fatica non solo Defoe, ma anche Dickens, Dostoevskji, Milton, impara tantissime lingue, diventa più intelligente e preparato degli stessi dottori che l’hanno sottoposto all’esperimento.
Charlie è diventato un genio, un superuomo, il suo quoziente intellettivo è superiore al 180, in pochissimo tempo è riuscito ad assimilare tantissime nozioni di ogni tipo, ma questo lo allontana ancora di più dal resto del mondo, perché non c’è nessuno che gli sia a pari.

Ora capisco che i miei sentimenti per Alice si erano spostati all’indietro contro la corrente della mia cultura, dall’adorazione all’amore, alla tenerezza, a un senso di gratitudine e di responsabilità. quei sentimenti confusi per lei mi avevano trattenuto, e io m’ero avvinghiato ad Alice timoroso d’essere costretto ad andarmene per conto mio, alla deriva.
Ma con la libertà sopraggiungeva la tristezza. Volevo essere innamorato di lei. volevo sormontare le mie paure emotive e sessuali, sposarla, avere figli, sistemarmi.
Ora è impossibile. Sono lontano da Alice con un quoziente d’intelligenza di 185 come lo ero con un quoziente di 70. E questa volta lo sappiamo entrambi.

Un tema fondamentale del romanzo è la dignità umana e la discriminazione delle persone ritardate nella società.
Charlie si trova più volte a litigare con i dottori, che lo considerano come una loro creatura, una cavia al pari di Algernon, un esperimento riuscito, ora che è intelligente è umano..
Ma Charlie non è della stessa opinione.

Mi trovavo lì come parte d’una presentazione scientifica e m’ero aspettato di essere messo in mostra, ma tutti seguitavano a parlare di me come se fossi stato una sorta di oggetto creato ex novo che essi stavano presentando al mondo scientifico. Nessuno in quella sala mi considerava un individuo… un essere umano. Il costante accostamento «Algernon e Charlie» e «Charlie e Algernon», lasciava capire chiaramente che essi pensavano a entrambi come a una coppia di animali per esperimenti, inesistenti al di fuori del laboratorio. Ma, a parte la mia ira, non riuscivo a togliermi dalla mente la convinzione che v’era qualcosa di sbagliato
“Non sono un oggetto inanimato… Sono una persona… Ero un persona prima dell’operazione. In caso l’abbia dimenticato”.

Daniel Keyes, attraverso Charlie, dichiara l’importanza dell’intelligenza e della cultura, ma allo stesso tempo, come non esse siano sufficienti a dare la felicità e che anzi, non siano nulla senza l’amore e la tolleranza umana.

Ho trovato questo romanzo di grande potenza narrativa, toccante, a tratti straziante, Keyes riesce a parlare di temi universali senza cadere nella superficialità,  riuscendo a creare un’opera filosofica che riesce ad essere anche mainstream.

Daniel Keyes è laureato in psicologia e si vede chiaramente sia in questo romanzo, che nel successivo Una stanza piena di gente, l’attenzione alla psicologia umana.

Ho trovato curioso il fatto che in gioventù Keyes avesse lavorato come editor per la Marvel Science Fiction e mi ha fatto pensare al fatto che dopo la seconda guerra mondiale, nei fumetti il tema del superuomo iniziò ad avere grande importanza e lo stesso Charlie Gordon al culmine della sua intelligenza viene visto, anche dai suoi stessi “creatori” come un essere umano superiore.

«Noi che abbiamo lavorato a questo esperimento all’università Beekman siamo soddisfatti di sapere che abbiamo eliminato uno degli errori della natura e creato, con le nostre nuove tecniche, un essere umano superiore. Quando Charlie venne da noi era un reietto della società, solo in una grande metropoli, senza amici o parenti che si occupassero di lui, senza la struttura mentale necessaria per condurre un’esistenza normale. Nessun passato, nessun contatto con il presente, nessuna speranza nell’avvenire. Si potrebbe dire che Charlie Gordon non esisteva, in realtà, prima di questo esperimento…»

L’autore è stato ispirato per la sua opera, dalla sua esperienza come insegnante ai ragazzi con difficoltà d’apprendimento.

Per alcuni il romanzo di Keyes rimane il suo capolavoro, altri ritengono che non vi sia un valore aggiunto rispetto al racconto che, se siete interessati, potete trovare nell’antologia di fantascienza della casa editrice Einaudi Le meraviglie del possibile, io ho adorato entrambi, anche se il romanzo avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.

Indubbiamente è una storia che ha avuto una notevole influenza sulla cultura popolare, e che ha ispirato film, serie tv, musical e persino i Simpson.

 

 

 

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