Fanculo il Nirvana! Reincarnation Blues ce la fa (quasi) a raggiungere la perfezione

Questa è la storia di un uomo saggio chiamato Milo. Comincia nel giorno in cui fu mangiato da uno squalo.

Milo è l’anima più antica del pianeta, ha già vissuto 9995 volte quando scopre che il ciclo di rinascite non è infinito e che gli rimangono solo altri 5 tentativi per raggiungere la Perfezione e diventare parte della Superanima, altrimenti diventerà parte del Nulla. Puff. La tua anima può essere cancellata come una serie tv di scarso interesse.

«Che sofferenza, la vita» disse Ma’. «Nascere, vivere, morire, rinascere. Pensavo che volessi uscire da questo circolo vizioso, Milo».
Avevano già fatto discorsi del genere, altre volte.
«Mi piace far parte del circolo» rispose. «Amo vivere».

Milo crede che la Perfezione sia sopravvalutata, ama le sue imperfezioni, ama la vita, nonostante spesso sia crudele e senza senso, ma soprattutto, ama la Morte, Suzie, con cui ha una relazione (non troppo) segreta da ormai ottomila anni.

«Se faccio quello che dicono» iniziò Milo, «se esco dal ciclo, ti perdo. Se non lo faccio, vengo cancellato».

Come fa un libro che parla essenzialmente di morte ad essere così divertente e vivo? Non ne ho idea, eppure Reincarnation Blues è decisamente una di quelle storie che trovo perfette per i momenti di down, perché dotato di un umorismo catartico che smuove all’azione e alla vita; infatti mescola filosofia orientale, narrativa di genere e in un equilibrio perfetto tra alto e basso, trasmette messaggi universali senza cadere nel banale.
Il romanzo di Michael Poore è particolare e irriverente, con un ritmo scorrevole che lo rende perfetto come lettura d’evasione, anche se non mancano ulteriori chiavi di lettura più profonde.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la non linearità della dimensione temporale; infatti, la mescolanza di passato e futuro mantiene alta l’attenzione del lettore su ogni particolarissima vita del protagonista.
Le vite di Milo si svolgono in diverse epoche storiche, alcune volte Milo rinasce nel passato, a volte nel futuro e sono queste vite, a mio avviso le più interessanti e approfondite anche se forse le meno divertenti, con l’eccezione di quella volta che incasinò così tanto le cose da essere costretto a rinascere sotto forma di insetto, quella è stata esilarante.

Venne rispedito sulla Terra sotto forma di insetto. Di solito poteva scegliere il tipo di vita che sarebbe andato a vivere, ma non quando combinava un vero disastro. Venne deciso che sarebbe stato un grillo. In Cina. Nel 1903.
Quella volta, fu un grande successo.
«Ero un grillo fantastico».

Alcuni futuri sono decisamente distopici e danno anche qualche spunto di riflessione, senza troppe pretese, sulle possibili conseguenze di alcune politiche attuali.

Imprevedibile, pazzo e geniale, il romanzo di Michael Poore riesce quasi a raggiungere la perfezione, quasi.
L’ultima parte del romanzo perde un po’ di verve e pur mantenendo un buon ritmo, ho trovato le ultimissime vite non più coinvolgenti delle precedenti e tuttavia proprio questa assenza di perfezione me lo fa apprezzare ancora di più, come se fosse e forse lo è, volontà dell’autore rompere lo schema della Perfezione, in favore di romanzo imperfettamente meraviglioso.

L’umorismo di Michael Poore mi ha ricordato un po’ i romanzi di Vonnegut e di Douglas Adams, ma anche del nostrano Marco Rossari, non diceva forse che l’umorismo è resistenza al potere, al fato, alla disperazione? E non a caso l’ultima vita di Milo termina con una risata.

Che genere di romanzo è Reincarnation Blues? è un romanzo fantastico? un romanzo esistenziale? un comico? un romanzo d’amore? tutto questo e altro..è un ibrido, in effetti, non ritengo così necessario definirlo in base ad un “settore”, la letteratura è letteratura, non necessita di definizioni, semmai queste servono solo per trovare più velocemente il libro in libreria. Se avete dubbi chiedete al libraio.

 

Reincarnation Blues, Michael Poore

Casa editrice E/O , traduzione di Gianluca Fondriest

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